TG Fork, Valore finito in fork infiniti, 12/12/17

Una delle più semplici strutture frattali che possiamo studiare è la Curva di Koch. La costruzione della curva avviene in maniera semplice si prende un segmento (1), lo si divide in tre parti uguali e si elimina il tratto centrale (2), si aggiungono due segmenti di dimensione uguale a quello appena eliminato a formare un triangolo:

A questo punto ci ritroviamo con una linea spezzata formata da 4 segmenti di dimensione eguale. Se la lunghezza del segmento iniziale fosse di 3, ogni segmento avrebbe lunghezza 1 e il risultato finale avrebbe lunghezza 4.
Quella che abbiamo costruito però non è la curva di Koch, ma solo la sua prima iterazione. Per costruire la curva bisogna prendere i 4 segmenti ottenuti ed applicare lo stesso procedimento e così via all’infinito su ogni segmento ottenuto. Ad ogni passaggio la lunghezza totale della curva continua a crescere e diventa 1/3 più grande rispetto al passaggio precedente.
Possiamo vedere il risultato nella seguente gif animata (fonte wikipedia).

Le cose si fanno interessanti però quando al posto di considerare la semplice curva di Koch consideriamo il fiocco di Koch, il fiocco si ottiene con lo stesso identico procedimento della curva ma anziché partire da un segmento si parte da un triangolo equilatero. A questo punto oltre ad avere una lunghezza, che in questo caso si chiama perimetro, abbiamo anche un’area che è data da tutti i punti delimitati dal perimetro. L’area a differenza del perimetro però cresce in modo diverso ed ad ogni interazione la crescita si riduce. Il risultato abbastanza insolito è che possiamo racchiudere un’area di dimensione finita in un perimetro di lunghezza infinita.
Come potete vedere nel disegno l’area ottenuta sarà sempre inferiore a quella del cerchio in cui il fiocco di Koch è inciso.

Cosa c’entra tutto ciò con i fork di Bitcoin?
Nulla!
Ma mi piaceva la metafora per cui il numero di fork continua a crescere come il perimetro della curva di Koch ma il valore complessivo resta comunque limitato, poi quando mi ricapita di parlare della curva di Koch su un post che leggeranno migliaia centinaia decine di persone?
Ad ogni fork abbiamo visto come il valore del fork appena nato sia inferiore a quello del fork precedente e come il valore totale dell’ecosistema bitcoin (l’area della metafora) cresca sempre di meno.

Dopo questa inutile premessa passiamo al solito elenco di tutti i fork:

  • Bitcoin
  • Bitcoin Cash
  • Bitcoin Gold
  • Bcash
  • Bitcoin Cash Plus
  • Bitcoin Clashic
  • Bitcoin Diamond
  • Super Bitcoin
  • Bitcoin Silver
  • Bitcoin Platinum
  • Bitcoin Uranium
  • Bitcoin God
  • Lighting Bitcoin
  • Bitcoin Hot
  • United Bitcoin
  • Bitcoin Rhodium

Questa volta abbiamo “solo” tre nuovi entrati, segno che l’onda di piena inizia finalmente a ritirarsi.
Andiamo come al solito a vedere gli eventi importanti relativi ai fork esistenti ed a presentare i nuovi fork:

Bitcoin

Per quanto riguarda Bitcoin abbiamo avuto in questi giorni il lancio del futures sulla borsa americana (qui potete seguirne l’andamento).
L’attenzione verso Bitcoin è stata in questi giorni ai massimi livelli con i media che hanno seguito l’avvenimento e un maggiore interesse generale verso Bitcoin e tutte le cryptovalute oltre ad un riconoscimento ufficiale da parte delle istituzioni.

Questo interesse purtroppo ha causato un eccessiva movimentazione dei nella rete di Bitcoin con le fee che sono esplose ed hanno raggiunto i massimi livelli storici, i tempi di attesa che si allungano a dismisura e tutti i problemi connessi.
Gli exchanges dovrebbero implementare Segwit il prima possibile per ridurre i loro costi e per alleggerire la rete, ma purtroppo sono presi d’assalto dai nuovi utenti, da un traffico mai visto prima e anche da attacchi DDoS, quindi il passaggio a SW è ostacolato da questi impedimenti temporanei.

Bitcoin Platinum

Bitcoin Platinum è il primo fork di cui parlo, il motivo per cui si trova in testa alla classifica non è dovuto a meriti ma al fatto che il fork sembra essere solo un tentativo di scam da parte di teenagers sudcoreani.
Qui c’è un articolo in merito da parte di Cointelegraph, mentre se conoscete il coreano potete leggere il loro account twitter, da quando ci sono state le polemiche infatti hanno iniziato a postare solo in coreano.

Come avevamo già detto bisogna fare molta attenzione quando si maneggiano i fork. Platinum ne è la prova, il malware che era stato caricato sul sito di Bitcoin Gold è un  altro esempio e probabilmente presto avremo altre notizie negative.

Super Bitcoin

Superbitcoin ha forkato, fork è avvenuto al blocco 498888 e alcuni exchange come Yobit e Huobi Pro hanno già accreditato questa coin ai loro clienti e attivato il trading.
Super Bitcoin come avevamo detto si pone come un Bitcoin su cui far girare nativamente gli smart contracts.
Temo che questo possa essere un progetto troppo ambizioso.
Bitcoin non è pensato per gli smart contracts e la sua struttura non è adatta allo scopo.
Ethereum ha una blockchain che cresce di 4gb al giorno per stare dietro alla mole di TX richieste dagli smart contracts mentre SBTC anche col blocco ad 8mb arriverebbe intorno ad 1GB al giorno, senza trovare (o almeno cercare) soluzioni innovative al problema dello scaling credo che provare a fare delle blockchain per smartcontracts sia inutile. ETH sta già mostrando i suoi limiti e si trova ad avere problemi con una sola dApp che sta spopolando.
Inoltre ETH ha un intervallo tra i blocchi di 15 secondi che rende efficiente la cosa, far girare smart contracts su una rete con un blocco ogni 10min credo sia totalmente inefficiente.

Bitcoin Hot

Ecco la prima nuova entrata in questo TG, Bitcoin Hot a causa del suo nome è stato il fork su cui è stato più difficile trovare informazioni ed ho passato gran parte del mio tempo a praticare onanismo scartare siti erotici e spiegazioni su cosa sia un hot wallet. Dopo una lunga ed estenuante ricerca però sono riuscito a scovare il loro sito.

Bitcoin Hot prende spunto da Diamond in molte cose.
Il fork sarebbe avvenuto al blocco 498848 ma non hanno rilasciato alcun client, non c’è il link al codice su github, non si può accedere al canale su slack e tutti i link a fondo pagina non portano da nessuna parte.
Le caratteristiche principali sono le seguenti:

  • Algoritmo di hashing un non ben precisato BTHash che dovrebbe essere anche quantum ready.
  • blocchi ogni minuto
  • aggiustamento dinamico della difficoltà
  • bloccone da 16mb
  • smart contracts (che ormai sono come il prezzemolo)

A differenza dei Diamond però loro hanno deciso di moltiplicare i saldi dei wallet non per 10 ma addirittura per 100, ci saranno 2100 milioni di BTH, ognuno costerà pochissimo e a chi pensa di risparmiare bevendo un cicchetto di vino in cartone piuttosto che comprare una bottiglia potrebbero far gola.

United Bitcoin

Questo nuovo fork promette praticamente le stesse cose degli altri di HOT, ovvero transazioni veloci, smart contracts e hash quantum resistant.
Però hanno alcuni vantaggi rispetto a HOT, hanno un sito figo (si nel marketing conta anche quello), hanno Jeff Garzick (storico ex programmatore di Bitcoin core e a capo del fallito e buggato fork segwit2x), ed hanno un anno di lavoro alle spalle, almeno così affermano.

Loro dichiarano di lavorare al fork da giugno 2016 e di aver testato con successo uno smart contract già a maggio di quest’anno. Oggi c’è anche una conferenza in cui Jeff Garzick presenta il progetto.

Bitcoin Rhodium

Eccoci, finalmente all’ultimo fork della giornata. Anzi tecnicamente Rhodium non è nemmeno un fork di bitcoin. Creeranno una snaphot della blockchain il primo gennaio e su quella faranno airdrop a tutti i possessori di BTC (quindi anche se non rientra nella categoria fork rientra nella categoria “soldi gratis”).

Rhodium a differenza di tutti gli altri fork sarà scritto con il linguaggio c#, ma va in controtendenza rispetto a Diamond ed Hot, infatti esisteranno solo 2.1 milioni di token.

Anche per oggi è tutto alla prossima.

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