TG fork, the day after, 14/11/2017

In questi giorni abbiamo assistito ai fork di Bitcoin Gold e di Bitcoin Cash. E’ giunto quindi il momento di fare guardare ciò che è avvenuto e valutarne gli effetti sull’ecosistema.
Vista l’importanza però inizierò questa analisi dall’unico Bitcoin che non ha forkato, il Bitcoin originale o semplicemente Bitcoin.

Bitcoin
Come detto nella scorsa edizione del TG il problema principale di Bitcoin al momento è quello delle fee, dei tempi di attesa lunghissimi e della mempool piena.
La situazione è stata esasperata nei giorni passati a causa del vecchio algoritmo di Bitcoin cash che, sotto specifiche condizioni, attirava a se gran parte della potenza di calcolo della rete rendendo la catena più profittevole da minare rispetto alla catena Legacy. Nelle ore precedenti il fork di Bitcoin Cash però è scattato il meccanismo di correzione della difficoltà storico, quello che Bitcoin Cash aveva in comune con Bitcoin è che prevede una correzione ogni 2016 blocchi, questa correzione ha reso nuovamente più profittevole minare la catena legacy e ha fatto si che Bitcoin potesse gestire velocemente un certo quantitativo di transazioni e svuotare un po’ la mempool. 

Come possiamo vedere dal grafico la mempool è diminuita parecchio in questo periodo che ha vistol’hash rate è tornare in massa su Bitcoin, per poi stabilizzarsi per effetto del fork di Bitcoin Cash. Paradossalmente uno dei maggiori beneficiari di questo fork è Bitcoin stesso che ora potrà vedere il suo hash rate fluttuare meno. 

Questo recupero però non è stato sufficiente a riportare le fee alla normalità e la situazione non sembra al momento migliorare. Il dibattito che sembrava essere finito con l’annullamento del fork di segwit2x sembra ora tutt’altro che sopito e la discussione probabilmente resterà accesa nei prossimi mesi.
Il luogo deposto per la guerra mediatica tra le varie fazioni come sapete è twitter, social network che ha già visto nascere ed evolversi le campagne #UASF e #no2x (rigorosamente con l’hashtag). 
Vediamo dunque alcune dichiarazioni importanti in merito: 

Mike Belshe, CEO di BitGo ed autore della mail che ha annullato l’hard fork di segwit2x, fa giustamente notare che la condizione delle fee è un fatto temporaneo dovuto alla lentezza dei blocchi ma punta il dito sulla dimensione limitata del blocco come concausa della situazione attuale:


Adam Back, CEO di Blockstream, e vincitore morale della battaglia no2x, archivia la questione e rimanda a seguire la roadmap di Core per risolvere i problemi relativi allo scaling.
Ce da notare che l’unica soluzione di scaling onchain che non ha trovato l’opposizione di Core, ovvero la parte contenuta in spoonet viene rimandata ad un possibile ed incerto futuro.
Negli ultimi giorni Back non ha mai discusso direttamente il problema delle fee e sembra non considerare le fee attuali un problema. Come detto l’unica speranza per un miglioramento nel breve periodo della situazione è il progressivo switch a indirizzi segwit da parte di utenti e servizi, ma piacerebbe sapere che la cosa preoccupa anche chi si occupa dello sviluppo del protocollo.

Jihan Wu, fondatore di Bitmain e capo indiscusso del mining invece gioca sul filo del fuorigioco esortando Core a procedere lei verso quell’aumento del blocco che è saltato insieme al fork di Segwit2x.
Qui bisogna ricordare che lui è parecchio investito anche in Bitcoin Cash, che sta apertamente sponsorizzando il progetto e che accetta solo BCH per la vendita degli ASICs.
Questo invito potrebbe essere un tentativo di riconciliazione, così come il tentativo di puntare il dito verso Core e di accusarla implicitamente dei problemi che ha attualmente Bitcoin.

Personalmente continuo a ritenere che le questioni dello scaling non siano del tutto chiuse e in futuro la discussione resterà ancora molto accesa, specialmente se le fee dovessero mantenersi su questi livelli o addirittura crescere ancora.

 

Bitcoin Cash
Bitcoin Cash è stata innegabilmente la star di questi giorni. Ha completato correttamente il suo fork senza causare alcuno split della rete ed ha avuto un forte pump sui mercati che ha portato BCH al valore di picco di 0.53BTC o di 2800$ suo ATH di sempre, il prezzo è poi ritornato però rimbalzato rapidamente ed ora stanzia intorno a 0.2BTC con una perdita di oltre il 60% rispetto al suo valore massimo. 
La cosa più interessante da valutare in questo caso è il nuovo algoritmo di aggiustamento della difficoltà, il nuovo algoritmo, come possiamo vedere nell’annuncio ufficiale, si prefigge di:

  1. Regolare la difficoltà così da raggiungere un intervallo di blocco medio di 10 minuti.

  2. Evitare cambiamenti improvvisi di difficoltà nel caso in cui la potenza di hash rimanga sufficientemente stabile.

  3. Aggiornare rapidamente la difficoltà quando vi sono modifiche repentine dell’hash rate.

  4. Essere resilienti agli attacchi, come la manipolazione dei timestamp.

Come possiamo vedere dal grafico (Editato a partire dai dati in questa pagina) il nuovo algoritmo sembra al momento incapace di raggiungere il primo obiettivo che si era prefissato, ovvero di mantenere un ritmo di 5 blocchi l’ora. Probabilmente questo è un problema di assestamento iniziale ma sembra che questo algoritmo fatichi a stabilizzarsi rapidamente.
Analizzando il grafico possiamo notare, in rosso, la fase precedente all’aggiustamento classico della difficoltà questa fase ha creato problemi a Bitcoin perché l’eccessiva convenienza nel minare BCH ha spostato una buona parte di hash power da Bitcoin a Cash esacerbando i problemi di Bitcoin e creando più inflazione in Bitcoin cash a causa dell’eccessivo numero di blocchi minati e conseguenti ricompense assegnate ai miner. Con questo algoritmo distorsioni del genere non dovrebbero più verificarsi. Dopo quella fase possiamo vedere un periodo di scarsa produzione dei blocchi perché all’aggiustamento della difficoltà buona parte dei minatori hanno abbandonato BCH che non era più profittevole. 
La zona evidenziata in blu è quella in cui il nuovo algoritmo entra in azione, come possiamo vedere l’algoritmo cerca di compensare lo scarso numero di blocchi creato nelle ore precedenti ma esagera con l’abbassamento della difficoltà e il numero di blocchi minati supera i 15/ora contro un target prefissato di 5. Nell’ultima fase in verde abbiamo un eccessiva aumento della difficoltà con il numero di blocchi che resta intorno ai 2-3/ora. 
Ciò che mi aspetto è una convergenza nei prossimi giorni fino al target con passaggi sopra e sotto il target stesso sempre meno distanti dall’obiettivo. 
Questo fa pensare però che questo algoritmo non sia poi così reattivo e che abbia bisogno di più iterazioni per assestarsi. 
Indubbiamente rispetto alla situazione precedente dovrebbe essere un passo in avanti notevole.

C’è da dire che in caso di variazioni repentine del rapporto di prezzo tra BCH e BTC Cash riuscirebbe a far fronte più o meno rapidamente agli spostamenti di hash power mentre Bitcoin, che mantiene l’aggiornamento storico ogni 2016 blocchi, faticherebbe ad adattarsi alla nuova situazione.

Bitcoin Gold
Anche Bitcoin Gold è riuscita nel suo obiettivo. La rete è online, il lancio ha funzionato e tutto sembra procedere al momento per il verso giusto. Il team di sviluppo su twitter ha anche annunciato che l’exchange HitBTC ritiene la rete sufficientemente stabile ed ha attivato i versamenti:

Bitcoin2x
Il team di Bitpico sembra essersi ripreso dalla sbronza dei giorni scorsi e nella successiva mail alla mailing list di segwit2x scrivono che stanno facendo il revert delle modifiche riguardanti l’hard fork di segwit2x nel loro codice, che sia i big blockers che chi vuole soluzioni di scaling off chain sarà contento e si lamentano per il lavoro fatto.

“We are backing out of the SegWit2x effort; the markets have spoken. People who like big blocks have Bitcoin Cash and people who like Layer-2 Networks, Compact Binary Transactions, UDP FEC Global LEO SAT coverage, encrypted TCP channels, experimenting and etc have Bitcoin. We are immediately reverting all SegWit2x specific changes in our codebase (2MB block size logic, DNS Seeds, segwit2x service flag, etc). Lastly; In the future we will be simply following the longest chain of work and doing more R&D instead because this working group has been nothing but a waste of time for everybody involved except the pump and dumpers and the inside traders.”

Il fork di Bitcoin2x a questo punto sembrerebbe definitivamente annullato, malgrado questo i futures BT2 su Bitfinex quotano ancora 150$. 
Consiglio una cura al litio per i gestori di Bitpico e 2cc di realtà endovena per chi acquista i futures a quel prezzo. 

Anche per oggi è tutto, a voi studio i commenti.

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