TG Fork, chiu fork pi tutti, 05/12/2017

Eccoci tornati al nostro, ormai consueto, appuntamento con il TG Fork (mannaggia a me quando ho iniziato questa cosa).
Ormai la situazione dei fork sembra essere definitivamente sfuggita di mano e Bitcoin si scinde con la stessa velocità dei partiti della sinistra italiana.
Qualche tempo fa scherzavo sostenendo che l’obiettivo fosse quello di raggiungere 21 milioni di fork entro il 2140, ma l’obiettivo ora sembra raggiungibile, basta restare uniti divisi.
Finita la mania delle ICO ci troviamo in piena mania delle IFO (Initial Fork Offering), probabilmente il ban delle ICO da parte della Cina ha favorito il proliferare di nuovi fork e i cinesi impossibilitati a creare nuove ICO si sono lanciati nel creare nuovi fork.
Come al solito iniziamo con la lista aggiornata dei fork:

  • Bitcoin
  • Bitcoin Cash
  • Bitcoin Gold
  • Bcash
  • Bitcoin Cash Plus
  • Bitcoin Clashic
  • Bitcoin Diamond
  • Super Bitcoin
  • Bitcoin Silver
  • Bitcoin Platinum
  • Bitcoin Uranium
  • Bitcoin God
  • Lighting Bitcoin

Come potete vedere abbiamo quattro nuove entrate dalla passata edizione. Cerchiamo dunque di fare velocemente il punto della situazione.
Per le date a cui avverranno i fork vi rimando al nostro calendario.

Bitcoin

La situazione su Bitcoin sembra essersi stabilizzata e la mempool ora rimane sempre piena ma nella norma. Gli exchanges sembra si stiano iniziando a svegliare sul fronte Segwit e quindi possiamo sperare che la situazione migliori ulteriormente nei prossimi tempi. Tra i principali exchange possiamo segnalare l’impegno di Coinbase che rilascerà qualche notizia a breve.

Ma Bitcoin non è solo Fee alte e transazioni lente, Bitcoin sarà sempre più  uno store of value e un layer super sicuro per altri servizi che vi si appoggeranno sopra. Presto avremo il Lighting Network che si occuperà di gestire i pagamenti di tutti i giorni garantendo tempi rapidi e fee irrisorie. Ma la notizia di questi giorni è il lancio in mainnet di RSK. RSK è una rete federata di Bitcoin che gestirà gli smart contract turing complete. Con RSK si potranno fare tutte le cose che si fanno oggi con ethereum quindi dapps, ICO, smart contracts, Dao, ecc…
Il vantaggio dell’approccio di RSK è che si tratta, come detto di una rete federata, nel caso ci dovessero essere problemi o se qualche dapps dovesse spopolare al punto da mettere in crisi la rete di RSK Bitcoin continuerebbe a funzionare in maniera indipendente e non avrà problemi di sorta.

Bitcoin Cash

 Anche Bitcoin Cash sembra vivere un periodo di relativa tranquillità, il nuovo algoritmo di gestione della difficoltà ha infine trovato un suo equilibrio ed ora la produzione dei blocchi oscilla intorno al target di 6 blocchi/ora:

Nell’immagine possiamo vedere in rosso l’andamento nell’immediato prefork, in arancione le fasi iniziali in cui la produzione dei blocchi oscillava non riuscendo a stabilizzarsi correttamente ed infine la zona in verde in cui la produzione rimane su una variabilità decisamente accettabile. Bitcoin (linea arancione) sembra più stabile ma questo è dovuto principalmente ai rapporti di forza tra economici tra le due monete. Bitcoin vale di più, quindi ha più potenza di calcolo e un 1% di potenza che lascia BTC per minare BCH corrisponde ad un aumento del 10% su Cash, quindi possiamo dire che il nuovo algoritmo regge bene.
Malgrado questo l’algoritmo di correzione della difficoltà verrà ulteriormente modificato al prossimo hard fork di Bitcoin cash che è pianificato per metà maggio 2018, e che includerà anche un ulteriore aumento del blocco, una nuova struttura delle transazioni nei blocchi e l’aggiunta di nuovi opcode, qui l’annuncio.

Per quelli di voi che sono interessati anche al dibattito caciarone all’italiana abbiamo assistito ad un fantastico litigio in diretta youtube tra Roger Ver e John Carvalho, con uno spettacolare rage quit finale da parte di Roger Ver che ha abbandonato la diretta come avviene nei peggiori bar di Caracas talk show italiani. Proprio mentre sto scrivendo il video ha superato le 100K visualizzazioni, prova del fatto che il trash funziona sempre.

Il motivo del contendere era il nome con cui Carvalho faceva riferimento a Bitcoin Cash, lui infatti usava il nomignolo Bcash che è sempre stato considerato offensivo dai sostenitori di questa crypto.
Da questo punto di vista abbiamo avuto altre novità. Bitfinex che era stato il primo ad utilizzare quel nome infatti ha aggiornato la descrizione sul suo sito a “Bitcoin Cash” ma abbiamo avuto nello stesso periodo Bitstamp che ha inizialmente listato Cash con come BCash ed ha cambiato la descrizione in seguito alle polemiche e Cryptopia che ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Bitcoin Clashic

Ebbene si, ormai è praticamente ufficiale Clashic è qui per restare!
Questo fork che è nato a seguito dell’update di Bitcoin Cash sembra ormai avere una vita propria ed è probabile che resista a lungo.
Clashic che sembrava nato più per scherzo che per altro ha ora un block excplorer, un sito su cui controllare l’andamento dell’hash rate ed è stato listato su Bisq e su CryptoBridge. Se avevate Bitcoin Cash al momento dell’update avete anche la possibilità di ottenere i vostri clashic, ma fate molta attenzione e informatevi bene prima di fare qualunque mossa in merito. Il fork di clashic non era programmato e quindi non c’è replay protection.

Bitcoin Diamond

Bitcoin Diamond ha promesso che rilascerà il codice in dicembre e ha rilasciato una roadmap. A questo punto sappiamo che le transazioni avverranno in chiaro nella fase iniziale e che solo più in la verrà aggiunto un layer crittografico per aumentare la privacy.

Lo sviluppo a questo punto prende una piega più credibile visto che ci sarà tempo per copiare da zcash sviluppare quella features.
I dubbi su Diamond però non si sono ancora dissolti. Anche Jimmy Song si chiede dove trovare il codice di Diamond o della documentazione tecnica in merito:

L’intenzione di Jimmy Song è quella di scrivere un articolo dal titolo “Bitcoin Diamond: What you need to know” ma temo che per ora dovrà aspettare dato che non ha ricevuto alcuna risposta.
Anche se ora il percorso di Diamond appare più credibile c’è sempre da dire che Clashic sta messo meglio, si clashic!
Ah, il link a Github del post di Song non c’entra nulla ed è quello riportato nella scorsa edizione del TG Fork, evidentemente Jimmy non ci legge sennò non avrebbe chiesto:

Questo progetto su Github che si chiama sempre Bitcoin Diamond è infatti tutt’altra cosa. Non si tratta di un fork di Bitcoin ma di una nuova moneta creata da zero che cerca di sfruttare il nome di Bitcoin, come avviene per tutti i fork del resto, ma che si basa su una tecnologia completamente diversa, sarà infatti basata sul POS e non sul POW ed avrà il 10% di premine (le due cose insieme ammazzano la decentralizzazione, ma questo non è il luogo adatto di discuterne).

Bitcoin Platinum

Bitcoin Platinum è il primo nuovo entrato di questa edizione. Non è altro che un ennesimo tentativo di mischiare un po’ quello che già c’è. Credo che il nome corretto per definire questi fork potrebbe essere Forkestein, come nel romanzo di Mary Shelley infatti si tratta di prendere pezzi da altri cadaveri fork e metterli insieme nella speranza che il risultato riesca a mantenersi in vita.
A differenza di Diamond però loro seguono la strada giusta ed hanno aperto un repository pubblico su github ed un chat su slack.
Il fork è previsto all’incirca il 21 dicembre.
Veniamo dunque alle caratteristiche di Platinum:

Platinum avrà:

  • la correzione della difficoltà ogni blocco come in Bitcoin Gold
  • anche l’algoritmo di hashing sarà quello di Gold, ovvero equihash
  • Il tempo medio tra i blocchi di due minuti e mezzo come Litecoin
  • Il blocco raddoppiato come l’ormai defunto Segwit2x

A proposito, i futures di Segwit2x stanno ancora a 222$, rinnovo quindi la mia richiesta, qualcuno sa spiegarmi il perché? Sono anche disposto ad offrire da bere a chi ha una spiegazione ragionevole!

Bitcoin Uranium

Uranium è un elemnto instabile della tavola periodica (speriamo di non doverla riempire tutta) ed un ennesimo fork che avverrà nel periodo natalizio, se ne sentiva il bisogno come per il ventiduesimo pigiama ritrovato sotto l’albero, la data di fork prevista è il 31 dicembre ma credo che la nostra attenzione sarà rivolta ad un altro countdown.
Le caratteristiche sono:

  • Blocco ogni minuto
  • Equihash
  • halving ogni 450 giorni
  • indirizzi anonimi (negli update futuri)
  • formato di indirizzi apposito.

Uranium ancora non ha un sito web, ma c’è un repository su github e potete trovare l’annuncio su bitcoin talk.

Bitcoin God

Di questo fork non so nulla se non che vedrà la vita il 25 dicembre e che riceverà i doni dai Re Magi il 6 gennaio e che sarà minato tramite POS.
Qui c’è il link che riporta la notizia, dategli il giusto peso:

Lighting Bitcoin

Questo è l’ultimo fork trattato nel TG di oggi. Ed anche quello che mi fa incazzare di più. Presto infatti verrà rilasciato su Bitcoin il Lighting Network e lo scopo principale di questa valuta sembra proprio essere quello di sfruttare la similitudine nel nome con quella tecnologia per creare confusione e riuscire ad avere appeal sul mercato. Mi aspetto un pump di questa coin proprio quando avverrà il lancio di LN.
Lighiting Bitcoin punta tutto sulla velocità di transazione, il tempo tra i blocchi è fissato ad appena tre secondi, avrà un blocco dinamico con il massimo fissato a 2mb e sarà minabile con DPOS.

 

 

Anche per questo TG Fork è tutto, volevo però ringraziare Barbara Albanese ed Emanuele Zeta per il lavoro di ricerca svolto.

 

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