Pubblicati da Gianluigi

BCH è il vero Bitcoin?

Negli ultimi giorni i sostenitori di Bitcoin Cash stanno diventando più aggressivi nel loro modo di fare ed ora anziché cercare di sostenere che BCH sia più simile alla visione originale di Satoshi Nakamoto stanno intenzionalmente creando confusione tra le due criptovalute. 

Addirittura il sito bitcoin.com ha modificato le sue voci e scrive “Bitcoin (BCH)” e “Bitcoin Core (BTC)”. 

Se le campagne di FUD sono un fastidio qui andiamo oltre e sembra che negli stati uniti stiano partendo le denunce contro il sito di Roger Ver.

MA la domanda da porci è “cosa è Bitcoin?”.

E’ possibile che abbiano ragione loro, che BCH sia il “vero” Bitcoin e che quello che noi chiamiamo Bitcoin e i Bcasher Bitcoin Core non sia altro che una versione distorta di ciò che ha iniziato Satoshi Nakamoto. 

Per rispondere a questa domanda bisogna capire innanzitutto cosa è Bitcoin, cosa distingue un fork dall’originale. 

Ci sono molte definizioni e ognuno cerca di dare la sua o quella che più gli conviene. 

Se ci poniamo il dubbio che Bitcoin Cash sia il vero Bitcoin dovremmo chiederci infatti anche se magari non sia Bitcoin Gold il vero Bitcoin o Diamond o Pizza o Atom o uno qualunque degli altri innumerevoli fork nati da Agosto 2017 ad oggi.

Personalmente ritengo che la definizione data da Gavin Andersen sia la migliore perché è elegante, sintetica e sopratutto è antecedente ad ogni fork di Bitcoin.

La definizione data da Andersen risale a gennaio 2017 ed è stata usata da alcune persone vicine a BCH per sostenere che non necessariamente la versione di Bitcoin che si basa sulle regole dell’implementazione Bitcoin Core (Bitcoin Core è un implementazione e non una cryptovaluta) sarebbe stata Bitcoin. 

Nello specifico alcuni big blocker rimandavano a quella definizione quando l’implementazione Bitcoin Unlimited, che prevedeva una dimensione del blocco senza limiti se non quello stabilito dai miner, stava accumulando consensi nella segnalazione fatta dai miner durante la produzione dei blocchi. 

Ma veniamo alla definizione:

“Bitcoin” is the ledger of not-previously-spent, validly signed transactions contained in the chain of blocks that begins with the genesis block (hash 000000000019d6689c085ae165831e934ff763ae46a2a6c172b3f1b60a8ce26f), follows the 21-million coin creation schedule, and has the most cumulative double-SHA256-proof-of-work.

Possiamo trovarla qui: http://gavinandresen.ninja/a-definition-of-bitcoin

Questa definizione apre alla possibilità che BCH sia il vero bitcoin perché richiede che siano valide le transazioni e non necessariamente i blocchi che le contengono. Alcuni blocchi prodotti da BCH superano il limite di 1MB che, anche se con l’idea che sia temporaneo, è stato introdotto da Satoshi Nakamoto allo scopo di limitare lo spam sulla Blockchain e inoltre BCH introduce un nuovo metodo di calcolo della difficoltà che, anche ignorando le dimensioni dei blocchi li renderebbe inadatti ad essere validati con le regole di Bitcoin, ma Andersen si limita ad indicare la validità delle TX e non fa riferimento alla validità del blocco in toto. 

BCH segue lo scheduling di emissione di Bitcoin che lo porterà asintoticamente verso i 21 milioni circa nel 2140 e la sua blockchain ha origine dal genesis block.

Resta quindi da valutare come discriminante quella introdotta nell’ultima frase ovvero BCH ha più POW accumulata di BTC?

La risposta a questa domanda è davvero semplice perché si tratta di valori oggettivi ed anche perché la differenza è notevole. Per ottenere il dato ci viene in aiuto il sito fork.lol

Come possiamo notare la POW accumulata da BTC è più del doppio rispetto a quella accumulata da BCH e la differenza nella pendenza tra i due grafici farà si che presto tale valore sarà maggiore del triplo. 

La pow accumulata dipende indirettamente dal mercato e la moneta che ha un valore maggiore tenderà nel tempo ad accumularne di più perché i minatori preferiranno minare quella moneta. 

Ciò che dovrebbero fare dunque i sostenitori di BCH è renderlo migliore di Bitcoin, dovrebbero crescere, sviluppare l’ecosistema, diffondere la loro altcoin e solo dopo aver superato il valore di mercato di bitcoin ed aver colmato il divario iniziare a sostenere che BCH è il vero Bitcoin. 

Al momento non c’è trippa per gatti e i loro subdoli tentativi sono fastidiosi, ridicoli se non addirittura illegali. 

TG Fork, Valore finito in fork infiniti, 12/12/17

Una delle più semplici strutture frattali che possiamo studiare è la Curva di Koch. La costruzione della curva avviene in maniera semplice si prende un segmento (1), lo si divide in tre parti uguali e si elimina il tratto centrale (2), si aggiungono due segmenti di dimensione uguale a quello appena eliminato a formare un […]

TG Fork, chiu fork pi tutti, 05/12/2017

Eccoci tornati al nostro, ormai consueto, appuntamento con il TG Fork (mannaggia a me quando ho iniziato questa cosa).
Ormai la situazione dei fork sembra essere definitivamente sfuggita di mano e Bitcoin si scinde con la stessa velocità dei partiti della sinistra italiana.
Qualche tempo fa scherzavo sostenendo che l’obiettivo fosse quello di raggiungere 21 milioni di fork entro il 2140, ma l’obiettivo ora sembra raggiungibile, basta restare uniti divisi.
Finita la mania delle ICO ci troviamo in piena mania delle IFO (Initial Fork Offering), probabilmente il ban delle ICO da parte della Cina ha favorito il proliferare di nuovi fork e i cinesi impossibilitati a creare nuove ICO si sono lanciati nel creare nuovi fork.
Come al solito iniziamo con la lista aggiornata dei fork:

  • Bitcoin
  • Bitcoin Cash
  • Bitcoin Gold
  • Bcash
  • Bitcoin Cash Plus
  • Bitcoin Clashic
  • Bitcoin Diamond
  • Super Bitcoin
  • Bitcoin Silver
  • Bitcoin Platinum
  • Bitcoin Uranium
  • Bitcoin God
  • Lighting Bitcoin

Come potete vedere abbiamo quattro nuove entrate dalla passata edizione. Cerchiamo dunque di fare velocemente il punto della situazione.
Per le date a cui avverranno i fork vi rimando al nostro calendario.

Bitcoin

La situazione su Bitcoin sembra essersi stabilizzata e la mempool ora rimane sempre piena ma nella norma. Gli exchanges sembra si stiano iniziando a svegliare sul fronte Segwit e quindi possiamo sperare che la situazione migliori ulteriormente nei prossimi tempi. Tra i principali exchange possiamo segnalare l’impegno di Coinbase che rilascerà qualche notizia a breve.

Ma Bitcoin non è solo Fee alte e transazioni lente, Bitcoin sarà sempre più  uno store of value e un layer super sicuro per altri servizi che vi si appoggeranno sopra. Presto avremo il Lighting Network che si occuperà di gestire i pagamenti di tutti i giorni garantendo tempi rapidi e fee irrisorie. Ma la notizia di questi giorni è il lancio in mainnet di RSK. RSK è una rete federata di Bitcoin che gestirà gli smart contract turing complete. Con RSK si potranno fare tutte le cose che si fanno oggi con ethereum quindi dapps, ICO, smart contracts, Dao, ecc…
Il vantaggio dell’approccio di RSK è che si tratta, come detto di una rete federata, nel caso ci dovessero essere problemi o se qualche dapps dovesse spopolare al punto da mettere in crisi la rete di RSK Bitcoin continuerebbe a funzionare in maniera indipendente e non avrà problemi di sorta.

Bitcoin Cash

 Anche Bitcoin Cash sembra vivere un periodo di relativa tranquillità, il nuovo algoritmo di gestione della difficoltà ha infine trovato un suo equilibrio ed ora la produzione dei blocchi oscilla intorno al target di 6 blocchi/ora:

Nell’immagine possiamo vedere in rosso l’andamento nell’immediato prefork, in arancione le fasi iniziali in cui la produzione dei blocchi oscillava non riuscendo a stabilizzarsi correttamente ed infine la zona in verde in cui la produzione rimane su una variabilità decisamente accettabile. Bitcoin (linea arancione) sembra più stabile ma questo è dovuto principalmente ai rapporti di forza tra economici tra le due monete. Bitcoin vale di più, quindi ha più potenza di calcolo e un 1% di potenza che lascia BTC per minare BCH corrisponde ad un aumento del 10% su Cash, quindi possiamo dire che il nuovo algoritmo regge bene.
Malgrado questo l’algoritmo di correzione della difficoltà verrà ulteriormente modificato al prossimo hard fork di Bitcoin cash che è pianificato per metà maggio 2018, e che includerà anche un ulteriore aumento del blocco, una nuova struttura delle transazioni nei blocchi e l’aggiunta di nuovi opcode, qui l’annuncio.

Per quelli di voi che sono interessati anche al dibattito caciarone all’italiana abbiamo assistito ad un fantastico litigio in diretta youtube tra Roger Ver e John Carvalho, con uno spettacolare rage quit finale da parte di Roger Ver che ha abbandonato la diretta come avviene nei peggiori bar di Caracas talk show italiani. Proprio mentre sto scrivendo il video ha superato le 100K visualizzazioni, prova del fatto che il trash funziona sempre.

Il motivo del contendere era il nome con cui Carvalho faceva riferimento a Bitcoin Cash, lui infatti usava il nomignolo Bcash che è sempre stato considerato offensivo dai sostenitori di questa crypto.
Da questo punto di vista abbiamo avuto altre novità. Bitfinex che era stato il primo ad utilizzare quel nome infatti ha aggiornato la descrizione sul suo sito a “Bitcoin Cash” ma abbiamo avuto nello stesso periodo Bitstamp che ha inizialmente listato Cash con come BCash ed ha cambiato la descrizione in seguito alle polemiche e Cryptopia che ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Bitcoin Clashic

Ebbene si, ormai è praticamente ufficiale Clashic è qui per restare!
Questo fork che è nato a seguito dell’update di Bitcoin Cash sembra ormai avere una vita propria ed è probabile che resista a lungo.
Clashic che sembrava nato più per scherzo che per altro ha ora un block excplorer, un sito su cui controllare l’andamento dell’hash rate ed è stato listato su Bisq e su CryptoBridge. Se avevate Bitcoin Cash al momento dell’update avete anche la possibilità di ottenere i vostri clashic, ma fate molta attenzione e informatevi bene prima di fare qualunque mossa in merito. Il fork di clashic non era programmato e quindi non c’è replay protection.

Bitcoin Diamond

Bitcoin Diamond ha promesso che rilascerà il codice in dicembre e ha rilasciato una roadmap. A questo punto sappiamo che le transazioni avverranno in chiaro nella fase iniziale e che solo più in la verrà aggiunto un layer crittografico per aumentare la privacy.

Lo sviluppo a questo punto prende una piega più credibile visto che ci sarà tempo per copiare da zcash sviluppare quella features.
I dubbi su Diamond però non si sono ancora dissolti. Anche Jimmy Song si chiede dove trovare il codice di Diamond o della documentazione tecnica in merito:

L’intenzione di Jimmy Song è quella di scrivere un articolo dal titolo “Bitcoin Diamond: What you need to know” ma temo che per ora dovrà aspettare dato che non ha ricevuto alcuna risposta.
Anche se ora il percorso di Diamond appare più credibile c’è sempre da dire che Clashic sta messo meglio, si clashic!
Ah, il link a Github del post di Song non c’entra nulla ed è quello riportato nella scorsa edizione del TG Fork, evidentemente Jimmy non ci legge sennò non avrebbe chiesto:

Questo progetto su Github che si chiama sempre Bitcoin Diamond è infatti tutt’altra cosa. Non si tratta di un fork di Bitcoin ma di una nuova moneta creata da zero che cerca di sfruttare il nome di Bitcoin, come avviene per tutti i fork del resto, ma che si basa su una tecnologia completamente diversa, sarà infatti basata sul POS e non sul POW ed avrà il 10% di premine (le due cose insieme ammazzano la decentralizzazione, ma questo non è il luogo adatto di discuterne).

Bitcoin Platinum

Bitcoin Platinum è il primo nuovo entrato di questa edizione. Non è altro che un ennesimo tentativo di mischiare un po’ quello che già c’è. Credo che il nome corretto per definire questi fork potrebbe essere Forkestein, come nel romanzo di Mary Shelley infatti si tratta di prendere pezzi da altri cadaveri fork e metterli insieme nella speranza che il risultato riesca a mantenersi in vita.
A differenza di Diamond però loro seguono la strada giusta ed hanno aperto un repository pubblico su github ed un chat su slack.
Il fork è previsto all’incirca il 21 dicembre.
Veniamo dunque alle caratteristiche di Platinum:

Platinum avrà:

  • la correzione della difficoltà ogni blocco come in Bitcoin Gold
  • anche l’algoritmo di hashing sarà quello di Gold, ovvero equihash
  • Il tempo medio tra i blocchi di due minuti e mezzo come Litecoin
  • Il blocco raddoppiato come l’ormai defunto Segwit2x

A proposito, i futures di Segwit2x stanno ancora a 222$, rinnovo quindi la mia richiesta, qualcuno sa spiegarmi il perché? Sono anche disposto ad offrire da bere a chi ha una spiegazione ragionevole!

Bitcoin Uranium

Uranium è un elemnto instabile della tavola periodica (speriamo di non doverla riempire tutta) ed un ennesimo fork che avverrà nel periodo natalizio, se ne sentiva il bisogno come per il ventiduesimo pigiama ritrovato sotto l’albero, la data di fork prevista è il 31 dicembre ma credo che la nostra attenzione sarà rivolta ad un altro countdown.
Le caratteristiche sono:

  • Blocco ogni minuto
  • Equihash
  • halving ogni 450 giorni
  • indirizzi anonimi (negli update futuri)
  • formato di indirizzi apposito.

Uranium ancora non ha un sito web, ma c’è un repository su github e potete trovare l’annuncio su bitcoin talk.

Bitcoin God

Di questo fork non so nulla se non che vedrà la vita il 25 dicembre e che riceverà i doni dai Re Magi il 6 gennaio e che sarà minato tramite POS.
Qui c’è il link che riporta la notizia, dategli il giusto peso:

Lighting Bitcoin

Questo è l’ultimo fork trattato nel TG di oggi. Ed anche quello che mi fa incazzare di più. Presto infatti verrà rilasciato su Bitcoin il Lighting Network e lo scopo principale di questa valuta sembra proprio essere quello di sfruttare la similitudine nel nome con quella tecnologia per creare confusione e riuscire ad avere appeal sul mercato. Mi aspetto un pump di questa coin proprio quando avverrà il lancio di LN.
Lighiting Bitcoin punta tutto sulla velocità di transazione, il tempo tra i blocchi è fissato ad appena tre secondi, avrà un blocco dinamico con il massimo fissato a 2mb e sarà minabile con DPOS.

 

 

Anche per questo TG Fork è tutto, volevo però ringraziare Barbara Albanese ed Emanuele Zeta per il lavoro di ricerca svolto.

 

TG Fork, Un diamante è per dieci, 25/11/2017

Come ormai tradizione iniziamo questa edizione del tg fork con l’elenco aggiornato dei fork di Bitcoin, in questa edizione il focus però, come avrete intuito dal titolo, sarà incentrato su Bitcoin Diamond, parlerò velocemente anche dei nuovi fork che si sono aggiunti dalla scorsa edizione.
Ecco l’elenco:

  • Bitcoin
  • Bitcoin Cash
  • Bitcoin Gold
  • Bcash
  • Bitcoin Cash Plus
  • Bitcoin Clashic
  • Bitcoin Diamond
  • Super Bitcoin
  • Bitcoin Silver

Bitcoin Diamond

Parlare di questo fork è difficile, più che un TG Fork sarebbe stata necessaria una puntata speciale di “Chi l’ha visto?”.
Inizio quindi elencando gli eventi positivi, così facciamo presto e ci leviamo questa impellenza.

  1. I futures di Bitcoin Diamond sono stati quotati su alcuni exchange e il prezzo è decisamente alto.
  2. Fine delle buone notizie.

Come potete vedere dal grafico il valore ha fiorato 0.012 BTC, questo significa che i BCD (è questo il nuovo ticker assegnato ai diamond) valgono, in base ai futures, oltre il 10% dei Bitcoin. Questo è dovuto alla scelta del team di spostare la virgola. I BCD saranno 10 volte di più dei Bitcoin e saranno divisibili in 1/10 di sotto unità, in pratica non cambia assolutamente nulla ed è solo una mossa psicologica per rendere più appetibile l’acquisto. Dal punto di vista implementativo non cambierà nulla, verrà solo aggiornata l’interfaccia che mostrerà il saldo moltiplicato per 10. Nessuno avrebbe acquistato BTG a 1000$ senza questa modifica ma la gente li fuori li sta acquistando a 100$ che è la stessa cosa.
Se il vostro obiettivo è dumpare questa altcoin questa scelta è ottima e il prezzo è molto elevato, per ogni BTC nel vostro wallet vi ritroverete 10 BCD, però attenzione appena sarà possibile il deposito sugli exchange anche le quantità vendibili saranno moltiplicate per dieci quindi il prezzo potrebbe crollare rapidamente.
A questo punto arriviamo però al nocciolo della questione:
Sarà possibile dumpare i BCD?!?
la risposta a questa domanda è difficile da dare.
Nell’immagine di apertura potete vedere ciò che il team di Diamond ha pubblicato su twitter una volta raggiunto il blocco a cui era previsto il fork.
Ma le informazioni su come ciò sarebbe dovuto avvenire mancano totalmente.
In realtà manca molto di più.
Dal loro sito mancano tutte le informazioni tecniche sullo sviluppo, le features proposte sono molto difficili da implementare e richiedono un lavoro di sviluppo e di testing non indifferente.
Ho personalmente fatto un lungo lavoro di ricerca per venire a capo di questo mistero e non mi è stato possibile in alcun modo trovare ne informazioni tecniche, ne il codice sorgente, ne la blockchain, ne un eseguibile del nodo che la dovrebbe fare girare.
A me suona ben più di un campanello di allarme e temo che questa crypto possa non esistere mai.
Il mio consiglio è dunque di andarci molto, molto cauti e di fare la massima attenzione. Se in futuro tenterete di usare questa moneta, non fidatevi, non scaricate improbabili client anche se proposti dagli account ufficiali e se proprio volete rischiare assicuratevi di avere svuotato gli indirizzi Bitcoin prima di importare le chiavi private in wallet BCD.
Le mie perplessità nascono proprio dall’analisi del loro sito ufficiale, infatti:

  • Il sito intanto non possiede un certificato SSL, questo significa che le comunicazioni non vengono criptate e che sarebbe molto semplice realizzare un attacco di tipo MIM (man in the middle) per alterare il contenuto del sito stesso. Anche se i creatori di Diamond fossero in buona fede è possibile che un hacker usi il loro sito per fare scaricare software malevoli ai malcapitati che tenteranno di usare questa nuova crypto, non fidatevi dunque di alcuna informazione che trovate sul sito.
    Potete verificare questo fatto da soli: http://www.btcd.io/ funziona mente https://www.btcd.io/ non va.
  • Fra i claim abbiamo la protezione della privacy e andando con il mouse sull’icona in alto a destra che parla di questa cosa possiamo leggere: “Encrypting the amount and balance to protect customers’ privacy. “, i fork a cui siamo stati abituati fino ad ora hanno cambiato solo pochi dettagli rispetto a BTC e le modifiche sono state limitate e senza un forte impatto sul codice e sul protocollo. Criptare il balance degli indirizzi e delle transazioni però richiederebbe un lavoro molto complesso, il team di Zcash che ha realizzato una cosa simile ha impiegato parecchio tempo a sviluppare il suo protocollo ed ha sfruttato il lavoro di esperti intenzionali che si occupano da anni di Zero-knowledge proof risulta davvero difficile credere dunque che il team di Diamond  sia riuscito ad ottenere un risultato simile in così poco tempo, partendo addirittura dalla blockchain di Bitcoin e dovendo far fronte alla complessità aggiuntiva dovuta al fork.
  • Il team di sviluppo è sconosciuto e non sappiamo nulla di chi sta sviluppando Diamond. Si, anche Satoshi Nakamoto non era conosciuto, ma ha pubblicato il White Paper da cui tutto è partito, ci potevi parlare sui forum, potevi chiedere i dettagli dell’implementazione, ecc…

  • Il link a Github presente nel footer del sito non è corretto e punta alla stessa pagina in cui si trova solo più in alto. Ho chiesto personalmente su twitter in merito ma non ho ricevuto alcuna risposta da loro. Un altro utente ha fatto lo stesso e gli è stato risposto che il codice sarebbe stato pubblicato immediatamente una volta raggiunto il blocco n. 495866, quello a cui sarebbe dovuto avvenire il fork, anche questa sarebbe un’anomalia perché è necessario del tempo per validare un lavoro opensource. Qui potete trovare il tweet di risposta. Mentre scrivo siamo arrivati oltre il blocco 496062 e ancora non è emerso nulla.

  • Il link a Facebook porta ad un profilo che non è attivo, quindi non è possibile chiedere informazioni in merito nemmeno lì.

  • Il link a Telegram riporta ad un gruppo in cui non è possibile scrivere, su quel gruppo sono attivi solo gli autori e sembra che stiano solo trollando chi vi entra.

  • Infine il link alla chat su Slack riporta ad una room a cui non è possibile iscriversi, non si tratta di un invito, come di solito avviene in questi casi, quindi chi non è già in possesso di user e password per quella room non potrà accedervi.
    Di fatto è come se quella chat non esistesse.

Con queste premesse credere alla buona fede degli autori risulta veramente difficile. La maggior parte degli exchange che supportano il progetto e che hanno rilasciato dichiarazioni in merito hanno fatto dichiarazioni che invitano alla cautela.

Io però non ho voluto arrendermi ed ho continuato a cercare il codice sorgente di Diamond, sono riuscito trovarlo ma come nella trama di qualunque film di spionaggio di terza categoria appena gli ho posato la mano sulla spalla e l’ho fatto girare verso di me ho scoperto che non era lui.
Questo progetto su Github che si chiama sempre Bitcoin Diamond è infatti tutt’altra cosa. Non si tratta di un fork di Bitcoin ma di una nuova moneta creata da zero che cerca di sfruttare il nome di Bitcoin, come avviene per tutti i fork del resto, ma che si basa su una tecnologia completamente diversa, sarà infatti basata sul POS e non sul POW ed avrà il 10% di premine (le due cose insieme ammazzano la decentralizzazione, ma questo non è il luogo adatto di discuterne).
Come ha notato  l’utente @Ghibly79 nel gruppo telegram Bitcoin Diamond Italia addirittura cointelegraph ha fatto confusione tra le due monete ed in questa pagina fa riferimento al Diamond sbagliato, il link contenuto nel testo “A curiously complex introduction” riporta infatti a questa discussione su Bitcoin talk in cui si parla di Bitcoin Diamond POS.
Un consiglio spassionato, se volete farvi due risate, è di andare sul sito di quest’altra altcoin. Il sito sembra realizzato da Miocuggino© negli anni 90, quando chiedeva solo 30 mila lire ma le voleva anticipate perché doveva comprarsi la troga prima di realizzarlo in modo da trovare l’ispirazione riuscire a scegliere le peggiori gif animate dell’intero web.

(Ah, ci tengo a precisare che il canale telegram Bitcoin Diamond Italia è un gruppo nato allo scopo di scambiarsi scambiarsi informazioni e non ha nulla a che vedere con il team di sviluppo di Diamond. Infatti lì si può discutere)

Tutti gli altri tentativi di stanare Bitcoin Diamond sono falliti miseramente, ho controllato i loro tweet, ho spulciato Reddit, sono provato svariate query su Google, ho superato le prime pagine della ricerca (cosa che a Google non rilevavano da anni) ma non ho trovato nulla!

 

A questo punto c’è da capire cosa sta succedendo, e le mie ipotesi sono quattro:

  1. Hanno esagerato con le aspettative, non riescono ad implementare la parte che dovrebbe gestire la codifica dei saldi e delle transazioni e stanno prendendo tempo, mentre cercano sviluppatori in grado di implementare la cosa, in fondo dove dovrebbe esserci il nome o almeno il nick del terzo sviluppatore c’è ancora un punto interrogativo.
  2. Non pubblicano il codice perché in questo periodo stanno minando di nascosto e rilasceranno client e codice solo quando avranno accumulato un po’ di coin.
    Questa cosa è abbastanza insensata però perché il team di Gold ha realizzato un premine per mezzo del whitelisting di alcuni indirizzi e avrebbero potuto fare la stessa cosa in maniera pulita e senza tutto l’alone di mistero e i forti dubbi che ci sono al momento.
  3. E’ tutto uno scam, Bitcoin Diamond non esisterà mai e tra qualche giorno gli autori pubblicheranno sul loro sito e sugli account dei vari Social Media l’eseguibile di qualche client che invece di dare accesso ai Diamond si occuperà di ripulire tutti i portafogli Bitcoin presenti sui PC di coloro che proveranno ad usarlo.
  4. Stanno prendendo tutto alla leggera. Il marketing gli interessa ma il prodotto no.

Quale che sia l’ipotesi corretta il prezzo attuale dei futures di Diamond è altamente sopravvaluto ma d’altronde i futures per segwit2x che ormai è certo che non avverrà sono ancora a 259$ a token!
Ci tengo a ripetere che si tratta solo di ipotesi e non di accuse. Però in questo mondo le truffe all’ordine del giorno e il livello di attenzione non è mai abbastanza. Quindi occhio a ciò che fate, non fidatevi di ciò che trovate sui loro account ufficiali ma verificate bene eventuali link.
Anche perché mancando https sul sito vi è comunque un rischio che in questo ambito è inaccettabile, mi chiedo come ci si possa fidare di una rete gestita da loro anche ammesso che sia tutto ok e che il codice sorgente venga pubblicato.
Se/quando usciranno i wallet per questa altcoin bisognerà prestare la massima attenzione per reclamare i BCD, svuotare gli indirizzi prima di importarli e assicurarsi di non fare entrare in  contatto il nuovo wallet con i vecchi file (meglio usare un altro computer se non avete un sistema che supporti il cold storage).

Passiamo ora velocemente a parlare dei nuovi arrivati, ci sarà tempo di approfondire in futuro.

Super Bitcoin

 

Super Bitcoin è un nuovo fork di Bitcoin che avverrà al blocco 498888, quindi circa il 17 dicembre.
SBTC si pone come un sistema che avrà Smart Contracts turing complete, Zero-knowledge Proof per un maggiore livello di privacy, Blocchi grandi, Lighting network e un premine di “soli” 210000 SBTC.
Grandi aspettative e Roadmap praticamente impossibile da mantenere, gli Smart Sontracts dovrebbero essere aggiunti a fine marzo e le ZK-proof solo due mesi dopo. Anche in questo caso a prevalere sono i dubbi ma vedremo come evolverà la situazione.

Bitcoin Silver

Bitcoin silver infine è un progetto che per ora è stato presentato solo su Bitcoin talk, al momento non si capisce se si tratta di una trollata o se è un fork che avverà realmente (come gli altri di cui ho parlato oggi del resto).
Non l’ho riportato per dovere di cronaca ma per far capire di quanto si  sia abbassato il livello negli ultimi mesi (è incredibile ma il primo fork di Bitcoin, Bitcoin Cash, è solo del primo agosto, e tra l’altro secondo me è l’unico che abbia senso di esistere), anche le ICO più “fuffose” avevano due paginette di whitepaper che spiegano cosa vogliono realizzare e come.
A proposito di ico fuffose volevo segnalarvi che esiste una ICO che si chiama Bitcoin Silver, si tratta di un token che gira su ethereum e potete trovare i dettagli qui. In merito a questa ico ho letto di gente che ha inviato eth all’indirizzo dichiarato e che però non ha ricevuto Token in cambio, occhio anche in questo caso quindi.

Anche per questa edizione è tutto, ci vediamo alla prossima.
Se volete commentare questo articolo, se volete avere informazioni più rapide sui fork o su tutto il mondo delle crypto passateci a trovare nel nostro gruppo su facebook:

https://www.facebook.com/groups/www.cryptoitalia.org/

TG Fork, mai farlo bagnare, 18/11/17

Se mai dovessero darvi in custodia un Mogwai una delle regole fondamentali da seguire è quella di non farlo mai bagnare.
“l’acqua dà il via al suo ciclo riproduttivo, che è asessuato, e lo porta quindi a moltiplicarsi” (Wikipedia)
Una volta iniziato il processo di moltiplicazione è difficile riuscire a fermarsi e l’avidità umana porterà ad ottenere sempre più copie del Mogwai originale.
Gli ultimi eventi che hanno contraddistinto l’ecosistema ricordano parecchio la trama del film di Joe Dante. E ci sono dei Mogwai che assomigliano sempre più ai Gremlins. Dall’ultima edizione del TG, solo quattro giorni fa, abbiamo infatti tre nuovi fork di Bitcoin. L’elenco (spero) completo delle diramazioni a questo punto è il seguente:

  • Bitcoin
  • Bitcoin Cash
  • Bitcoin Gold
  • Bitcoin2x
  • Bcash
  • Bitcoin Cash Plus
  • Bitcoin Clashic
  • Bitcoin Diamond

Vediamo quindi di analizzare velocemente quello che sta succedendo in queste versioni di BTC e di raccontare da dove arrivano i nuovi nati.

Bitcoin

Come possiamo vedere dal grafico a due settimane della mempool la congestione della rete è migliorata parecchio ed ora l’attesa e le fee possono ritornare su livelli più accettabili.

La situazione non è ancora ottimale ma c’è ancora molto spazio di lavoro, l’adozione di Segwit resta infatt i ancora molto bassa con addirittura una sensibile diminuzione dall’ultima volta che ne abbiamo parlato. Attualmente il numero di transazioni che utilizzano Segwit è inferiore al 10%, in passato si è arrivati vicini al 18%. Il modo migliore per migliorare la situazione è dunque quello di passare a Segwit e di convincere chi fa molte transazioni a fare altrettanto, l’interesse è anche loro visto che una volta passati a Segwit si inizia a risparmiare immediatamente sulle fee e non è necessario aspettare che la rete migliori nella sua globalità. In questo campo abbiamo una buona notizia sembra infatti che Bitfinex stia finalmente lavorando per l’implementazione di Segwit all’interno dei suoi servizi, gli exchange sono dei nodi fondamentali nell’ecosistema e gestiscono la maggior parte delle transazioni, se loro iniziano ad aggiornarsi la situazione può migliorare rapidamente.

 

Bitcoin Cash

Nell’ultima edizione del TG avevamo lasciato in sospeso l’analisi sul nuovo algoritmo di aggiustamento della difficoltà ed avevamo avanzato il dubbio che questo algoritmo non fosse molto performante. Ora possiamo affermare con certezza che questo algoritmo fatica a convergere e a stabilizzarsi sul tempo medio di 10min a blocco.

Dal grafico, proveniente da fork.lol, possiamo notare che il nuovo algoritmo oscilla intorno al valore dei 10 minuti a blocco (6 blocchi/ora) ma non riesce a stabilizzarsi verso quel valore. La situazione rispetto a prima del fork che ha introdotto il nuovo algoritmo DAA risulta migliorata e ora i massimi e i minimi risultano essere meno distanti dal target (linea verde). Prima del fork si era arrivati a produrre quasi fino a 50 blocchi/ora (linea rossa) mentre dopo il fork il massimo è stato circa di 20 blocchi (linea arancione) e l’algoritmo ha compensato rapidamente, anzi over compensato. Come avevamo previsto però questo algoritmo ha portato maggiore stabilità a Bitcoin e la sua produzione di blocchi resta molto vicina ai 6 blocchi ora. Una “sorpresa” più o meno inaspettata però è che qualcuno ha deciso di continuare a minare la catena pre-fork dando vita cosi ad una nuova diramazione di Bitcoin: Bitcoin Clashic, ne parleremo più avanti.

 

Bitcoin Gold

La rete di bitcoin gold sta funzionando a dovere e sono possibili le prime transazioni da/verso exchange, al momento solo hitbtc le gestisce ed il prezzo su quell’exchange è più basso rispetto agli altri rispetto a quello degli altri. Ciò è dovuto al fatto che in quell’exchange c’è una maggiore pressione in vendita perché chi ha intenzione di vendere i BTG conservati nei vari wallet può farlo solo lì, non appena gli altri exchange apriranno depositi e prelievi i prezzi si riallineeranno. Per quanto riguarda questo fork c’è da dire però che è avvenuto un fatto increscioso. La nascita di questa cryptovaluta non era avvenuta sotto i migliori aspetti e già dall’inizio era palese che le davano da mangiare dopo la mezzanotte uno degli interessi principali degli sviluppatori fosse il lucro. Il pre-mine (ricordiamo che gli sviluppatori si sono auto assegnati 100.000 BTG) era stato infatti prima smentito e poi introdotto nel codice. Ma evidentemente non era abbastanza, gli sviluppatori hanno quindi pensato di aggiungere nella parte riservata ai miner qualche riga di codice per far si che lo 0.5% di tutte le ricompense finisse nei loro wallet personali, ricordiamo che lo scopo dichiarato di BTG è quello di far ridiventare il mining distribuito e alla portata di tutti, quindi andrebbero a fregare tanti piccoli minatori sparsi per il globo.

La cosa è stata notata ed è stata proposta una patch sul Github dall’inequivocabile titolo “Hidden fee removed“. L’autore del repository dopo aver glissato, attaccato, tentato l’arrampicata sugli specchi e sopratutto essersi preso uno discreto quantitativo di insulti ha finalmente deciso di applicare la patch al codice. Vi consiglio di cliccare sul link e leggere i commenti perché siamo proprio ad alti livelli.

 

Bitcoin2x

come avevamo preannunciato l’ultima volta il fork di bitcoin2x non è avvenuto, bitpico aveva annunciato di avere annullato l’idea del fork e aveva annullato le modifiche al proprio codice. Come possiamo vedere in questa immagine da coin.dance sono stati minati 171 blocchi sulla catena legacy dal momento in cui sarebbe dovuto avvenire il fork la catena bitcoin2x aspetta ancora il primo blocco, che a questo punto possiamo ritenere che non arriverà mai.

Sapevamo che non era possibile includere un algoritmo di aggiustamento della difficoltà che consentisse alla catena di sopravvivere, senza di quello con la sola potenza di hash di bitpico infatti il tempo necessario per raggiungere il primo aggiustamento della difficoltà sarebbe stato di circa 4 anni e in quel periodo la rete avrebbe funzionato pessimamente. Gli unici ad credere ancora nel fork sembra siano stati i gestori di Coinbase che hanno sospeso versamenti/prelievi dalla piattaforma e hanno scritto uno statement in cui specificavano ciò che avrebbero fatto per gestire il fork.

SCoinbase non è nuovo a queste cose e già in occasione del fork di Bitcoin gold avevano preso un granchio sostenendo erroneamente che il fork era avvenuto prima molto prima del 23 ottobre. Oltre a Coinbase anche alcuni trader non stanno capendo cosa è successo, infatti i future BT2 che a questo punto è certo che verranno trasformati in nulla vengono scambiati ancora a un valore prossimo ai 200$. (Grafico proveniente da CoinMarketCap)

L’annullamento del fork di Segwit2x non è stato però sufficiente a placare le polemiche, chi aveva in esecuzione btc1, il client ufficiale di sw2x, ha visto infatti la sua blockchain fermarsi un blocco prima del previsto. Ad un certo blocco infatti il codice di btc1 si attende un blocco più grande di un mega, segno che il fork è avvenuto, per proseguire. Non è chiaro se l’errore fosse nel codice o nella comunicazione, sta di fatto che se i miner avessero impostato la creazione del blocco più grande a partire dal blocco annunciato la rete di segwit2x si sarebbe bloccata in attesa di un intervento manuale. Le polemiche sono state forti e alcuni sviluppatori del team di Core hanno comunicato che erano presenti altri bug nel codice di segwit2x.

 

 Bitcoin Clashic

L’universo ha bisogno di mantenersi in equilibrio e quindi per bilanciare un fork che doveva esserci e non c’è stato ne abbiamo uno che non doveva esserci e invece c’è stato. Il fork che ha portato il nuovo algoritmo DAA per gestire la difficoltà di Bitcoin Cash infatti sarebbe dovuto essere un semplice update, ma qualcuno ha deciso di minare la vecchia catena.

Al momento in cui sto scrivendo questo aborto della natura fork di bitcoin ha un account twitter, un sito web e ha ottenuto anche un articolo su Motherboard la sezione di Vice dedicata alla tecnologia, ma non è quotata su nessun exchange.
C’è da notare che non trattandosi di un fork programmato non è stato implementato alcun tipo di replay protection quindi nel caso in cui dovesse essere quotata su qualche exchange splittare i coin sarebbe un delirio.
Se avevate BCH al momento del fork potete ottenere Bitcoin clashic, se avete fatto TX dopo il fork chi ha ricevuto i vostri bch potrebbe fare un replay attack ed ottenere anche i vostri clashic, se avete ricevuto dei bch dopo il fork potete fare un replay attack e intascarvi anche i clashic, fortuna che al momento non hanno valore e tutto ciò non è un problema.
Piccola nota di servizio Jihan Wu aveva previsto la cosa, che ci sia il suo zampino anche dietro questo fork?

 

Bitcoin Cash Plus

Si, avete buttato troppa acqua sui mogwai e la situazione sta sfuggendo di mano, qualcuno ha deciso anche di buttare acqua sui gremling e di sfruttare l’onda di Bitcoin Gold creando Bitcoin Cash Plus.

Ma cos’è Bitcoin cash plus? E’ una sorta di FrankenCoin, nato unendo pezzi presi a caso dai vari fork che ci sono stati fin ora. La ricetta per ottenere BGP è la seguente: prendete la storia di Bitcoin, il formato delle transazioni e il blocco da Bitcoin Cash, l’aggiustamento della difficoltà di Clashic, l’algoritmo di mining di Gold, due code di lucertola frullate bene tutto e montate a neve, in una notte di luna piena però.
Di BCP sappiamo il blocco cui avverrà il fork 501407, che dovrebbe essere minato all’incirca il 2 gennaio del prossimo anno, sappiamo che non avrà Segwit e sappiamo che non forkerà, come sarebbe logico fare, da Bitcoin Cash. 
Sappiamo anche che avranno un sacco di problemi perché questa scelta è dettata solo dal fatto che vogliono sfruttare Bitcoin, forkare da lui ed avere così più risonanza mediatica possibile (sono finiti pure qui sul TG). Ma questo creerà un sacco di problemi, perché su bitcoin Segwit è attivo e le transazioni segwit ci sono. La storia di Bitcoin contiene già transazioni in entrata e in uscita da indirizzi segwit, quindi non si può cancellare così come se non fosse mai esistito. 
Se decideranno di non supportare totalmente segwit le transazioni verso gli indirizzi Segwit verranno viste come ANYONE_CAN_SPEND e quindi al lancio si sarà una gara a cercare di recuperare tutti i BTG inviati ad indirizzi segwit dall’attivazione al blocco 501407, se decideranno di lasciare il supporto solo nel periodo che va dall’attivazione di segwit al loro fork i soldi probabilmente resteranno incastrati in quegli indirizzi, situazioni ancora più problematiche potrebbero essere quelle in cui dei BTC sono stati inviati ad un indirizzo Segwit e poi sono stati girati su un indirizzo normale, insomma un delirio dato solo dalla voglia di sfruttare il momento e di brillare grazie alla luce riflessa di Bitcoin.

Bitcoin Diamond

Bitcoin Diamond è l’ultimo arrivato della famiglia, e probabilmente tra i peggiori. sembra che ci siano già dei servizi che fingono di occuparsi del claim dei Diamond e si occupano invece di rubare i Bitcoin a chi usa i servizi. NON INVIATE I BITCOIN A NESSUNO, NON INSERITE SEED E CHIAVI PRIVATE IN NESSUN SITO O SOFTWARE SCONOSCIUTO. Ma veniamo alle caratteristiche di Diamond, la prima cosa a salta all’occhio è il numero di coin, si parla di 210 milioni al posto di 21 milioni, non si capisce se si tratterà semplicemente di cambiare la convenzione e spostare semplicemente la virgola passando da 100’000’000 parti a 10’000’000 o se cambieranno anche altro. Avrà ancora un altro algoritmo di mining (X13) e la dimensione del blocco di BCH. Sul sito non si pronunciano in merito a Segwit, ma osservando il numero di TX dichiarate e la dimensione del blocco sembra che non sarà attivo. Sostengono di voler inserire un nuovo algoritmo per criptare le transazioni ma non si sa nulla in merito a come dovrebbe funzionare, un whitepaper sarebbe d’obbligo per una modifica così importante e assolutamente non banale da implementare. Ma la cosa più grave è l’assenza del codice sorgente. Nel footer del loro sito c’è l’icona di Github ma linka alla stessa pagina in cui si trova. Al momento il giudizio su questo fork rimane sospeso in attesa di vedere il codice e di capire come implementeranno le feature richieste. Ah, attenzione il loro account twitter è questo https://twitter.com/BitcoinDiamond_ mentre anche questi https://twitter.com/bcd_io sembrano truffatori.

Bcash

Di bcash non abbiamo più notizie, non aggiornano il repository da agosto, l’autore dell’annuncio non ha più scritto nulla sul suo account medium e non ci sono state altre novità. Forse si sono resi conto che per mettere insieme Bitcoin e Zcash non sarebbero bastati due copia-incolla ed hanno deciso di abbandonare il progetto.

 

Anche per oggi è tutto.

TG fork, the day after, 14/11/2017

In questi giorni abbiamo assistito ai fork di Bitcoin Gold e di Bitcoin Cash. E’ giunto quindi il momento di fare guardare ciò che è avvenuto e valutarne gli effetti sull’ecosistema.
Vista l’importanza però inizierò questa analisi dall’unico Bitcoin che non ha forkato, il Bitcoin originale o semplicemente Bitcoin.

Bitcoin
Come detto nella scorsa edizione del TG il problema principale di Bitcoin al momento è quello delle fee, dei tempi di attesa lunghissimi e della mempool piena.
La situazione è stata esasperata nei giorni passati a causa del vecchio algoritmo di Bitcoin cash che, sotto specifiche condizioni, attirava a se gran parte della potenza di calcolo della rete rendendo la catena più profittevole da minare rispetto alla catena Legacy. Nelle ore precedenti il fork di Bitcoin Cash però è scattato il meccanismo di correzione della difficoltà storico, quello che Bitcoin Cash aveva in comune con Bitcoin è che prevede una correzione ogni 2016 blocchi, questa correzione ha reso nuovamente più profittevole minare la catena legacy e ha fatto si che Bitcoin potesse gestire velocemente un certo quantitativo di transazioni e svuotare un po’ la mempool. 

Come possiamo vedere dal grafico la mempool è diminuita parecchio in questo periodo che ha vistol’hash rate è tornare in massa su Bitcoin, per poi stabilizzarsi per effetto del fork di Bitcoin Cash. Paradossalmente uno dei maggiori beneficiari di questo fork è Bitcoin stesso che ora potrà vedere il suo hash rate fluttuare meno. 

Questo recupero però non è stato sufficiente a riportare le fee alla normalità e la situazione non sembra al momento migliorare. Il dibattito che sembrava essere finito con l’annullamento del fork di segwit2x sembra ora tutt’altro che sopito e la discussione probabilmente resterà accesa nei prossimi mesi.
Il luogo deposto per la guerra mediatica tra le varie fazioni come sapete è twitter, social network che ha già visto nascere ed evolversi le campagne #UASF e #no2x (rigorosamente con l’hashtag). 
Vediamo dunque alcune dichiarazioni importanti in merito: 

Mike Belshe, CEO di BitGo ed autore della mail che ha annullato l’hard fork di segwit2x, fa giustamente notare che la condizione delle fee è un fatto temporaneo dovuto alla lentezza dei blocchi ma punta il dito sulla dimensione limitata del blocco come concausa della situazione attuale:

Adam Back, CEO di Blockstream, e vincitore morale della battaglia no2x, archivia la questione e rimanda a seguire la roadmap di Core per risolvere i problemi relativi allo scaling.
Ce da notare che l’unica soluzione di scaling onchain che non ha trovato l’opposizione di Core, ovvero la parte contenuta in spoonet viene rimandata ad un possibile ed incerto futuro.
Negli ultimi giorni Back non ha mai discusso direttamente il problema delle fee e sembra non considerare le fee attuali un problema. Come detto l’unica speranza per un miglioramento nel breve periodo della situazione è il progressivo switch a indirizzi segwit da parte di utenti e servizi, ma piacerebbe sapere che la cosa preoccupa anche chi si occupa dello sviluppo del protocollo.

Jihan Wu, fondatore di Bitmain e capo indiscusso del mining invece gioca sul filo del fuorigioco esortando Core a procedere lei verso quell’aumento del blocco che è saltato insieme al fork di Segwit2x.
Qui bisogna ricordare che lui è parecchio investito anche in Bitcoin Cash, che sta apertamente sponsorizzando il progetto e che accetta solo BCH per la vendita degli ASICs.
Questo invito potrebbe essere un tentativo di riconciliazione, così come il tentativo di puntare il dito verso Core e di accusarla implicitamente dei problemi che ha attualmente Bitcoin.

Personalmente continuo a ritenere che le questioni dello scaling non siano del tutto chiuse e in futuro la discussione resterà ancora molto accesa, specialmente se le fee dovessero mantenersi su questi livelli o addirittura crescere ancora.

 

Bitcoin Cash
Bitcoin Cash è stata innegabilmente la star di questi giorni. Ha completato correttamente il suo fork senza causare alcuno split della rete ed ha avuto un forte pump sui mercati che ha portato BCH al valore di picco di 0.53BTC o di 2800$ suo ATH di sempre, il prezzo è poi ritornato però rimbalzato rapidamente ed ora stanzia intorno a 0.2BTC con una perdita di oltre il 60% rispetto al suo valore massimo. 
La cosa più interessante da valutare in questo caso è il nuovo algoritmo di aggiustamento della difficoltà, il nuovo algoritmo, come possiamo vedere nell’annuncio ufficiale, si prefigge di:

  1. Regolare la difficoltà così da raggiungere un intervallo di blocco medio di 10 minuti.

  2. Evitare cambiamenti improvvisi di difficoltà nel caso in cui la potenza di hash rimanga sufficientemente stabile.

  3. Aggiornare rapidamente la difficoltà quando vi sono modifiche repentine dell’hash rate.

  4. Essere resilienti agli attacchi, come la manipolazione dei timestamp.

Come possiamo vedere dal grafico (Editato a partire dai dati in questa pagina) il nuovo algoritmo sembra al momento incapace di raggiungere il primo obiettivo che si era prefissato, ovvero di mantenere un ritmo di 5 blocchi l’ora. Probabilmente questo è un problema di assestamento iniziale ma sembra che questo algoritmo fatichi a stabilizzarsi rapidamente.
Analizzando il grafico possiamo notare, in rosso, la fase precedente all’aggiustamento classico della difficoltà questa fase ha creato problemi a Bitcoin perché l’eccessiva convenienza nel minare BCH ha spostato una buona parte di hash power da Bitcoin a Cash esacerbando i problemi di Bitcoin e creando più inflazione in Bitcoin cash a causa dell’eccessivo numero di blocchi minati e conseguenti ricompense assegnate ai miner. Con questo algoritmo distorsioni del genere non dovrebbero più verificarsi. Dopo quella fase possiamo vedere un periodo di scarsa produzione dei blocchi perché all’aggiustamento della difficoltà buona parte dei minatori hanno abbandonato BCH che non era più profittevole. 
La zona evidenziata in blu è quella in cui il nuovo algoritmo entra in azione, come possiamo vedere l’algoritmo cerca di compensare lo scarso numero di blocchi creato nelle ore precedenti ma esagera con l’abbassamento della difficoltà e il numero di blocchi minati supera i 15/ora contro un target prefissato di 5. Nell’ultima fase in verde abbiamo un eccessiva aumento della difficoltà con il numero di blocchi che resta intorno ai 2-3/ora. 
Ciò che mi aspetto è una convergenza nei prossimi giorni fino al target con passaggi sopra e sotto il target stesso sempre meno distanti dall’obiettivo. 
Questo fa pensare però che questo algoritmo non sia poi così reattivo e che abbia bisogno di più iterazioni per assestarsi. 
Indubbiamente rispetto alla situazione precedente dovrebbe essere un passo in avanti notevole.

C’è da dire che in caso di variazioni repentine del rapporto di prezzo tra BCH e BTC Cash riuscirebbe a far fronte più o meno rapidamente agli spostamenti di hash power mentre Bitcoin, che mantiene l’aggiornamento storico ogni 2016 blocchi, faticherebbe ad adattarsi alla nuova situazione.

Bitcoin Gold
Anche Bitcoin Gold è riuscita nel suo obiettivo. La rete è online, il lancio ha funzionato e tutto sembra procedere al momento per il verso giusto. Il team di sviluppo su twitter ha anche annunciato che l’exchange HitBTC ritiene la rete sufficientemente stabile ed ha attivato i versamenti:

Bitcoin2x
Il team di Bitpico sembra essersi ripreso dalla sbronza dei giorni scorsi e nella successiva mail alla mailing list di segwit2x scrivono che stanno facendo il revert delle modifiche riguardanti l’hard fork di segwit2x nel loro codice, che sia i big blockers che chi vuole soluzioni di scaling off chain sarà contento e si lamentano per il lavoro fatto.

“We are backing out of the SegWit2x effort; the markets have spoken. People who like big blocks have Bitcoin Cash and people who like Layer-2 Networks, Compact Binary Transactions, UDP FEC Global LEO SAT coverage, encrypted TCP channels, experimenting and etc have Bitcoin. We are immediately reverting all SegWit2x specific changes in our codebase (2MB block size logic, DNS Seeds, segwit2x service flag, etc). Lastly; In the future we will be simply following the longest chain of work and doing more R&D instead because this working group has been nothing but a waste of time for everybody involved except the pump and dumpers and the inside traders.”

Il fork di Bitcoin2x a questo punto sembrerebbe definitivamente annullato, malgrado questo i futures BT2 su Bitfinex quotano ancora 150$. 
Consiglio una cura al litio per i gestori di Bitpico e 2cc di realtà endovena per chi acquista i futures a quel prezzo. 

Anche per oggi è tutto, a voi studio i commenti.

TG Fork, Approfondimento, 11/11/17

Iniziamo con il punto della situzione.

Attualmente abbiamo un totale di 5 possibili diverse implementazioni che si propongono di estendere la blockchain che ha avuto inizio dal genesis block (hash 000000000019d6689c085ae165831e934ff763ae46a2a6c172b3f1b60a8ce26f).

Queste versioni sono:

-Bitcoin

-Bitcoin Cash

-Bitcoin Gold

-Bitcoin2x (no, non è segwit2x)

-Bcash

Bitcoin dopo la notizia dell’annullamento del fork ha avuto un momento di forte euforia seguito da un calo delle quotazioni di mercato, purtroppo la situazione al momento vede l’adozione di Segwit ferma sotto il 15% [1], la mempool size prossima ai massimi storici [2] e il costo per transazione che di conseguenza è tornato alle stelle. Abbassare i costi è una priorità in questo momento ma visto che per il momento è stata abbandonata la strada dell’aumento del blocco non resta che spingere l’adozione di Segwit e sperare che le altre soluzioni on-chain e off-chain siano pronte il prima possibile.

Le soluzioni che possono liberare spazio sono:

*Schnorr un nuovo modello di firme che consente di ridurre lo spazio delle tx per i wallet multi signature.

*Mast che consentirà di pubblicare solo la parte degli script che vengono realmente utilizzate nelle transazioni.

*Spoonnet un aggiornamento più grosso per cui sarà necessario probabilmente ancora molto tempo e che tra le altre cose prevede un incremento periodico della dimensione del blocco.

Non è del tutto da escludere, a mio avviso, un ritorno di Segwit2x. Mike Belshe nella mail in cui ha annullato il fork ha dichiarato:

As fees rise on the blockchain, we believe it will eventually become obvious that on-chain capacity increases are necessary. When that happens, we hope the community will come together and find a solution, possibly with a blocksize increase.

Le fees stanno già esplodendo e probabilmente la situazione diventerà insostenibile a breve, con la differnza che ora chi si oppone all’aumento della dimensione del blocco non ha argomenti del tipo: “intanto attiviamo segwit” oppure “si tratta di attacchi alla rete”. Sicuramente prima di pensare ad un hard fork è meglio seguire le strade alternative, ma esaurite quelle l’idea del fork potrebbe tornare molto alla ribalta, magari con una community più coesa.

 

Bitcoin Cash forkerà il 13 novembre. [3] Il fork di Cash sarà un aggiornamento dell’algoritmo di gestione della difficoltà, non è un argomento divisivo e quindi è altamente improbabile che avverrà una divisione della blockchain con conseguente creazione di una nuova moneta. 

Questo aggiornamento era necessario, Bitcoin Cash attualmente ha un sistema doppio di aggiornamento della difficoltà, quello standard di Bitcoin che avviene ogni 2016 blocchi, circa due settimane in condizioni normali, a cui si aggiunge un meccanismo chiamato EDA (Emergency Difficulty Adjust) che consente di abbassare la difficoltà senza aspettare la fine del periodo. Quando in 12 ora vengono minati meno di sei blocchi. Questo meccanismo insieme ai sistemi automatici di switch implementati dai miner hanno fatto si che la rete BCH producesse fin ora a sighiozzo, 12 ore di nulla seguire da una sfilza di blocchi velocissimi, la famosa fase “weeeeeeeeeeeeeeeeeeeee” con momenti in cui sono stati prodotti anche 50 blocchi in un ora e momenti in cui ci sono 12 ore di buco che hanno lo scopo di far scattare l’EDA e far tornare il mining della chain profittevole.

Il nuovo algoritmo prevede un aggiustamento dinamico della difficoltà che si aggiornerà ad ogni blocco ed eviterà questi sbalzi improvvisi.

Dal punto di vista dell’andamento di mercato questo è il momento d’oro di Bitcoin Cash, molti delusi dall’annullamento di segwit2x stanno dirottando i loro capitali su Cash, qualche promotore starà probabilmente facendo un pump della moneta e le fee alte di bitcoin, altri ancora staranno comprando btc cash attirati dai “soldi gratis” del fork, non ben chiara la situazione. Tutto ciò unito alla campagna mediatica sulla “Satoshi’s vision” sta facendo crescere parecchio il prezzo di mercato di Bitcoin cash

 Bitcoin Gold lancerà la main net domani[4], ovvero il 12 novembre. 

Avevano da poco effettuato delle modifiche al codice e lanciato una nuova versione della testnet, il lancio della mainnet avverrà a soli 4 giorni dal lancio della seconda testnet. Questo è in linea con una certa avventatezza e scarsa professionalità dimostrata da sempre dal team di BGold, però l’avvicinarsi della quotazione e la notizia che finalmente la rete verrà lanciata hanno spinto in alto anche il prezzo di Bitcoin Gold che ha più che raddoppiato il suo valore nelle ultime 48h. Quando si analizza il prezzo di Gold però bisogna considerare che negli exchange in cui è quotato non c’è la possibiltà di depositare i bgold, quindi chi aveva bitcoin nei wallet personali non può al momento vendere.  Credo ci vorrà anche del tempo prima che vengano abilitati i depositi , perché gli exchange devono prima accertarsi che la rete sia stabile. Questo impedisce a molte persone di vendere i propri btg ed è plausibile che ci sarà una flessione del prezzo quando gli exchange apriranno le porte a BTG.

 

Bitcoin2x. 

Credo che molti di coloro che leggeranno questo articolo non sono ancora a conoscenza di questo fork. Quindi cerchiamo di ripercorrere la storia della sua genesi.

L’otto novembte Mike Belshe ha annunciato l’annullamento/sospensione della seconda fase di segwit2x che consisteva in un hard fork che avrebbe aumentato il limite della dimensione del blocco. Il giorno seguente è arrivata la risposta piccata [5] di Bitpico che annunciava il proseguimento per altre vie dell’iniziativa, questo è il contenuto della mail:

“We are carrying out the fork regardless as everything is set in motion. Backing down the difficulty right now is a strategy. Wonder why 30% network hash-rate disappeared?  It’s ours; the miners that will continue what is set in motion… A handful of humans cannot stop what they have no control over…”

Risulta abbastanza particolare questa risposta anche perché contiene una palese menzogna. Non c’è stata nessuna riduzione dell’hash rate, nulla almeno che no rientri nelle naturali oscillazioni [6], c’è stato un forte calo dell’hash di BTC a causa dell’aumento della profittabilità di BCH ma non del totale di exahashes per secondo. Inoltre anche se si volesse sostenere il fork in ogni caso sarebbe inulte ed economicamente svantaggioso spegnere gli ASICs in questo momento.

Bitpico è un miner che dovrebbe avere il controllo di circa l’1% di hash power e gestice un’implementazione di bitcoin che non è un fork del codice originale e che non è opensource [7].

Dopo l’annuncio Bitpico ha riscritto sostenendo che al gruppo di coloro che si vogliono opporre al fork si sarebbero aggiunti coloro che gestiscono il sito https://bitcoin2x.org/. La cosa particolare è che, come emerso nella mail di bitpico, quel sito è stato registrato nel 2012, la conferma la possiamo avere con un whois[8].

 Ritengo pressoché impossibile però che questo fork avverrà al blocco stabilito dato che i sostenitori dichiarano di voler implementare la replay protection. Lo sviluppo di questo fork è la parte più incerta, Jeff Garzik che ha sviluppato il codice per il lock di segwit2x e quello per il fork quasi sicuramente non si impegnerà a continuare lo sviluppo dato che il progetto originale è stato abbandonato e che ora è impegnato con il lancio della sua coin Metronome [9], Bitpico da parte sua non lavora al codice opensource originale e la sua implementazione non è open, i gestori di del sito di supporto non so chi siano, appare la dicitura “Bitcoin2x Project” nel footer a fine pagina ma non c’è alcuna descrizione su chi ci sia dietro. Addirittura la pagina con la documentazione per gli sviluppatori rimanda ad una pagina mancante e l’unica cosa che otteniamo è un errore 404 [10]. Al momento quindi questo progetto è solo fumo e non c’è nessuna informazione su come e da chi verrà portato avanti lo sviluppo.

La cosa veramete assurda è però ciò che sta succedendo a livello di mercato. I futures bt2 su bitfinex che sarebbero dovuti diventare bitcoin della catena 2x al momento del fork hanno avuto un aumento incredibile passando da 0.01 BTC dell’immediato dopo fork a un massimo di quasi 0.048 e hanno addirittura mantenuto per qualche ora un valore superiore rispetto a quello di Bitcoin Gold. Considerando l’incertezza assoluta che riguarda il progetto e il fatto che non vi alcuna garanzia che bitfinex consideri bitcoin2x il proseguimento di segwit2x questo pump a mio avviso è al limite dell’assurdo.

 

Bcash è un altro fork [11] di cui probabilmente non tutti hanno sentito parlare. Non ha nulla a che vedere con Bitcoin Cash e fra tutti i fork elencati è quello che è stato pianificato più tempo fa (non sono riuscito a trovare la fonte, ma quando su twitter si è iniziato a contrarre bitcoin cash con bcash gli autori hanno fatto notare che quello sarebbe divenuto il nome della loro coin). Il nome nasce sostituendo la Z di Zcash con la B di Bitcoin e non è una contrazione (peraltro affibbiata da altri) come quando si usa bcash per riferirsi a Bitcoin Cash. Inoltre, nel caso in cui la confusione non fosse sufficiente,  bcash è un sistema di pagamento brasiliano. [11]

Il suo team sta cercando di realizzare una rete che abbia la tecnologia di zcash con le zero prof ma che possa avere il parco utenti di bitcoin.

Il loro progetto è ambizioso e più complicato degli altri elencati qui, non si tratta di piccole modifiche alla blockchain di bitcoin ma di una modifica grossa a come avvengono e vengono validate le transazioni.

Lo sviluppo però non è molto attivo ed esiste anche la possibilità che questo progetto non vedrà mai la luce, forse potrebbero pensare di introdurre un premine come ha fatto bitcoin gold per truffare ottenere fondi da destinare allo sviluppo.

Non mi dilungo più su questo fork tanto se la loro avventura dovesse continuare ci sarà modo di approfondire.

 

Per oggi è tutto, buona prosecuzione con i programmi di Crypto Italia, passateci a trovare sul Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/www.cryptoitalia.org

 

 

[1]http://segwit.party/charts/

[2]https://blockchain.info/charts

[3]https://www.bitcoinabc.org/november

[4]https://bitcoingold.org/bitcoin-gold-launch/

[5]https://lists.linuxfoundation.org/pipermail/bitcoin-segwit2x/2017-November/000689.html

[6] https://fork.lol/pow/hashrate

[7] https://twitter.com/bitPico/status/923709705381220353

[8] https://www.whois.com/whois/bitcoin2x.org

[9] https://www.coindesk.com/jeff-garzik-startup-bloq-launch-new-cryptocurrency-token-sale/

[10] https://bitcoin2x.org/en/developer-documentation

[11] https://medium.com/@freetrade68/announcing-bcash-8b938329eaeb

[12] https://sitev.bcash.com.br/

Double spending: il 51% attack

Il 51% attack è un possibile attacco alla rete bitcoin (e a tutte le blockchain) che consente di riscrivere la storia delle transazioni.

E’ un attacco molto costoso e praticamente impraticabile ma possibile dal punto di vista teorico.

Non ha molto senso farlo perché l’attacco riuscirebbe una volta sola, dopo di che il prezzo del bitcoin andrebbe verso lo zero a causa della mancanza di fiducia in una rete insicura.

La regola delle blockchain è che quando ci sono due versioni della blockchain in competizione i nodi scelgono quella che ha accumulato più POW, ma si può semplificare il concetto dicendo che i nodi scelgono la catena più lunga.

Vediamo come si configura l’attacco con un esempio ipotetico: tu sei un riventidore e vendi a me una ferrari, io ho il 51% del hash power.

Posso seguire i seguenti passaggi per fregarti:

  1. comprare la ferrari
  2. pagarti
  3. aspettare che il pagamento sia stato scritto sulla blockchain
  4. prendere la Ferrari e lasciare il negozio come legittimo proprietario
  5. usare tutta la mia potenza di calcolo per riscrivere la blockchain e fare in modo che il pagamento non sia mai avvenuto.

A questo punto posso entrare in un negozio di Lamborghini e spendere gli stessi bitcoin per comprare anche una Lambo.

Ma vediamo più in dettaglio il punto 5, in pratica dovrei iniziare a minare a partire dal blocco precedente a quello in cui è stato scritto il mio pagamento. Così si creeranno due versioni della blockchain in competizione tra loro, quella in cui è stato scritto il mio pagamento e quella che sto minando io in cui mi guardo bene dal scrivere quella transazione, siccome ho più potenza di calcolo rispetto a chi sta minando seguendo la chain originale prima o poi la blockchain che sto minando diventerà più lunga di quella che tutti stanno considerando come valida, in quel momento tutti riconosceranno come valida la mia blockchain e la preferiranno a quella originale. Se invece non avessi a disposizione più del 50% dell’hash power la mia chain alternativa resterebbe sempre più corta e l’attacco non andrebbe in porto. Ogni tanto succede che la blockchain venga riscritta e un blocco che era stato minato venga eliminato, ma questo succede perché due minatori diversi trovano un blocco valido quasi in contemporanea e quindi per un periodo di tempo molto limitato esistono due versioni concorrenti della blockchain.

Per questo motivo si dice che bisogna aspettare due/tre conferme per essere sicuri dei pagamenti.

Il costo dell’attacco dipende da quanti blocchi si vogliono riscrivere, quindi più blocchi sono stati aggiunti dopo quello in cui la transazione è stata registrata, più si può essere sicuri della sua validità.